Nato tra Aigues-Mortes, Saint-Laurent-d'Aigouze e Le Grau-du-Roi, Jean-Marc Allègre ha vissuto mille vite. Atleta di alto livello, istruttore militare, ballerino, attore, stuntman, ristoratore e grande amante della Camargue, il suo percorso è davvero fuori dal comune. Ecco la sua storia, raccontata attraverso un'intervista esclusiva.
► È nato nel 1930. Com'era il suo ambiente familiare e la sua infanzia ?
Sono nato nel 1930 tra Aigues-Mortes, Saint-Laurent-d'Aigouze e Le Grau-du-Roi, che all'epoca era ancora un piccolo villaggio. Sono cresciuto con le mie due nonne, una protestante e l'altra cattolica, e cercavo spesso di calmare le tensioni tra loro. Mio padre, figlio di un ufficiale caduto nella Prima guerra mondiale, aveva imparato il mestiere di meccanico. Mia nonna gestiva una tabaccheria che negli anni Venti andava molto bene. A dieci anni, con un anno di anticipo sui miei compagni, entrai nel collegio Saint-Stanislas di Nîmes. Una grave caduta mi frantumò il gomito e i medici temettero una disabilità permanente. Alla fine mi ripresi, ma non superai l'esame finale. Poi arrivò la guerra e ci trasferimmo a Saint-Quentin-la-Poterie. Terminai gli studi a Uzès prima di tornare a Nîmes dopo la Liberazione.
► Aveva già un'idea del suo futuro ?
Sì. Volevo diventare fisioterapista e istruttore sportivo. A quattordici o quindici anni partecipai a un concorso con prove di ginnastica, corsa e salti. Avevo studiato anatomia, ma il giorno dell'esame ebbi un vuoto di memoria e fui bocciato. Mio padre mi disse allora : «Devi imparare un mestiere.» Gli risposi : «Come te, nella scuola militare.» Ottenni un diploma come aggiustatore-tornitore, lavorai in una fabbrica di Nîmes continuando ad allenarmi e poi, come tutti i giovani dell'epoca, entrai nell'esercito.
► Come iniziò la sua carriera militare ?
Chiesi di entrare nei paracadutisti, ma fui assegnato ai Tirailleurs marocchini, un reggimento straordinario. A Marrakech vidi un avviso che cercava allievi istruttori di sport e combattimento : mi candidai e fui accettato. Due giorni dopo il mio arrivo a Rabat appresi della morte di mio padre. Mi ritrovai completamente solo e lo sport divenne il mio punto di riferimento. Un anno dopo conclusi il corso come primo della mia promozione, la stessa del generale Duval, anch'egli originario di Aigues-Mortes. In seguito fece in modo che fossi assegnato a Nîmes, vicino a mia madre.
► Come arrivò a partecipare a un Campionato del Mondo ?
A Nîmes addestravo giovani sottufficiali durante il giorno e mi allenavo la sera. Venni a conoscenza del Campionato del Mondo di Pentathlon Militare, con prove di tiro, percorso a ostacoli, corsa e altre discipline. Il primo anno gareggiai senza squadra e mi classificai sesto su 365 concorrenti.
Poco dopo fui convocato nella nazionale francese. Nel 1953 vincemmo il Campionato di Francia a squadre, ricevetti la medaglia di bronzo e partecipai ai Campionati del Mondo in Svezia, dove la Francia conquistò la medaglia d'argento. Successivamente, a Parigi, il presidente Vincent Auriol mi consegnò la Medaglia d'Onore per l'Educazione Fisica e lo Sport.
► È stato attratto anche dal mondo dello spettacolo. Come è iniziato tutto ?
Ho sempre avuto facilità di parola. Prima dell'esercito praticavo calcio, judo e pugilato. Per migliorare nei 400 metri a ostacoli mi consigliarono... la danza classica ! Così mi iscrissi all'Opera di Nîmes, dove la mia partner era la maître de ballet. Un amico mi portò anche al conservatorio, dove scoprii la poesia e la recitazione. Lì conobbi Bernadette Lafont. I suoi genitori mi chiedevano di accompagnarla a casa dopo le lezioni : ero un po' la sua guardia del corpo.
► Quindi faceva teatro, danza... e anche musica ?
Sì ! Mia madre voleva che incanalassi la mia energia. Iniziai con il pianoforte e poi con la tromba. Tornato dall'esercito aprii un negozio di alimentari e ogni mattina svegliavo Nîmes suonando la tromba per attirare i clienti ! (ride). Continuai a ballare con Bernadette Lafont, ricevetti i miei primi compensi da artista e capii che quel mondo mi appassionava.
► Si può dire che fosse iperattivo...
Non mi fermavo mai ! Con un amico sarto partii per Parigi. Studiai danza classica da Repetto e recitazione al Cours Simon, dove conobbi Marcel Bozzuffi, Jean-Louis Trintignant e Roger Dumas. Con il mio accento del Sud sognavo di diventare un attore tragico, ma facevo ridere tutti ! La sera frequentavamo Saint-Germain-des-Prés. Volevo conoscere Boris Vian. Un giorno il proprietario di un caffè mi chiese se avessi gestito un negozio di alimentari e mi mise dietro il bancone. Diventammo amici e aprimmo Le Distingo, un locale frequentato da grandi nomi del cinema francese.
► È stata una scena acrobatica improvvisata a lanciare la sua carriera nel cinema ?
Esatto. Dopo una scena improvvisata al Cours Simon fui presentato a uno stuntman e poco dopo arrivò il mio primo film. Gilles Delamare mi presentò Eddie Constantine, di cui fui la controfigura per cinque o sei anni. Feci anche da controfigura a Robert Hossein e a un altro attore americano.
► L'altro attore americano... era Paul Newman, giusto ?
Sì. Paul Newman divenne un caro amico. Io gli regalai un set di bocce e lui mi regalò un ferro di cavallo dicendo : «Camargue, Texas, French.» Lui e sua moglie, Joanne Woodward, mi volevano molto bene : ero l'unico autorizzato a entrare nella loro camera d'albergo.
► Ha incontrato anche altre grandi star ?
Grazie a Eddie Constantine conobbi Brigitte Bardot, Roger Vadim, Barbara Laage e Moustache, e fui anche la controfigura di Tony Curtis. Feci inoltre da controfigura a Robert Hossein in Angelica, Marchesa degli Angeli. Su ogni set c'era un ristorante... e a me assegnavano sempre il ruolo del cuoco! Dopo tre anni al Cours Simon e tre al conservatorio, la mia unica battuta era : «Attenzione !» (ride).
Eddy Constantine e Jean-Marc Allègre
► Ci racconti il suo lavoro di stuntman.
Lo sport era il mio punto di forza : percorsi a ostacoli, ginnastica, anelli... Girai persino uno spot per Midi Libre rimanendo in squadra sulla sommità delle Arene di Nîmes. All'epoca non si poteva mai dire di essere la controfigura di un attore : era previsto dai contratti.
► Qual è stata l'acrobazia meglio pagata ?
Essere lanciato dentro un sacco da una scogliera alta sette metri.
► Ha vissuto anche altre esperienze artistiche ?
Sì. Ho trascorso tre anni in tournée con operette. Arrivai in ritardo a un'audizione e senza spartito, ma conoscevo la canzone grazie a mia madre. Ebbi un vuoto di memoria, mi suggerirono le parole da dietro il sipario... e fui comunque scelto ! In seguito lavorai con Andrex ed Éliane Dorsay, presentai sfilate nei grandi alberghi e diventai animatore a Saint-Germain-des-Prés.
► Dopo una vita così intensa, perché è tornato in Camargue ?
La famiglia è sempre stata la mia priorità. A Saint-Germain-des-Prés avevo persino accettato di ridurre il mio stipendio per poter chiamare mia madre due volte al giorno. Oggi faccio lo stesso con mia sorella ottantenne : ci sentiamo al telefono mattina e sera. Sono riuscito ad acquistare la mia attuale proprietà. Mi sarebbe piaciuto fondare un allevamento di tori : ho fatto molta pubblicità con i tori.
E poi… sono un ragazzo protestante di Aigues-Mortes e Saint-Laurent. Si torna sempre alle proprie radici.
Poesia di Jean-Marc Allègre
► Ha un aneddoto da raccontarci ?
A 18 anni incontro l’organizzatore dei festeggiamenti per gli 800 anni di Aigues-Mortes. Sta cercando qualcuno che accompagni l’arcivescovo e gli porti il pastorale. Accetto e sfilo per le strade dietro di lui ! Anni dopo ritrovai quella foto in un libro, accanto a un'altra che mi ritraeva come controfigura di Jane Birkin! (ride).
► Ha contribuito anche al turismo della Camargue.
Nel 1970 ho aperto L’Allegro. Ho girato 7 o 8 spot pubblicitari, due dei quali hanno vinto un Oscar negli Stati Uniti. Ho recitato in Les Coups con Jacques Lefebvre. Ho vissuto alti e bassi, ma non mi lamento.
Quale messaggio desidera trasmettere ?
Se vuoi realizzare qualcosa, non ascoltare chi non ha mai avuto il coraggio di provarci.
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