Scoprite l’affascinante storia di Aigues-Mortes, città medievale nel cuore della Camargue.
Nata dalle paludi e plasmata dalla volontà di San Luigi, fu successivamente porto delle crociate, bastione fortificato, roccaforte ugonotta e prigione dei riformati.
Dalle sue mura intatte alle imponenti torri, passando per le saline e le sue tradizioni vive, Aigues-Mortes incarna ancora oggi un patrimonio unico, dove si intrecciano grandezza reale, lotte religiose e memoria popolare.
Abitato fin dall’Antichità da Greci e Romani, il sito di Aigues-Mortes era già un centro di produzione del sale. Lo testimoniano ceramiche, monete e resti archeologici.
Nel V secolo, alcuni monaci benedettini fondarono l’abbazia di Psalmody, in mezzo alle lagune. Luogo di preghiera e di lavoro, viveva della pesca e dello sfruttamento del sale. Ma le invasioni saracene e i debiti indebolirono la comunità, che finì per cedere le proprie terre nel XIII secolo.
Fu in questo periodo che comparve il nome Aquae Mortuae («acque morte») per indicare queste distese d’acqua stagnante.
Nel 1240, Luigi IX, futuro San Luigi, negoziò l’acquisizione del territorio con i benedettini. Il re, che all’epoca non possedeva alcun porto sul Mediterraneo, vide in questa acquisizione un’opportunità unica per aprire il suo regno al mare e alle crociate.
A partire dal 1241, iniziarono i lavori:
Poiché nel terreno paludoso non era disponibile la pietra, questa veniva trasportata via nave da Beaucaire e Les Baux.
Poiché le paludi erano insalubri, San Luigi concesse nel 1246 una carta di privilegi per attirare abitanti :
- esenzione da imposte e tasse,
- monopoli commerciali,
- vantaggi politici.
Famiglie provenienti da tutta la Francia, ma anche dall’Italia, si stabilirono qui.
Nel 1248, San Luigi partì da Aigues-Mortes per la Settima Crociata. I crociati si imbarcarono su navi huissières, grandi imbarcazioni a due ponti, pesanti e scomode. Sovraffollamento, malattie e ratti facevano parte del viaggio, che talvolta durava tre mesi.
Nel 1270, il re si imbarcò nuovamente per l’Ottava Crociata, ma morì di tifo davanti a Tunisi.
Nel 1266, San Luigi previde la costruzione delle mura di Aigues-Mortes, finanziata da una tassa sulle merci che transitavano dal porto. Tuttavia, la sua morte nel 1270 interruppe il progetto prima del suo completamento.
Suo figlio, Filippo III l’Ardito, riprese i lavori nel 1272, con il sostegno del finanziere genovese Guglielmo Boccanegra. Quest’ultimo fornì fondi e competenze per costruire la Tour Carbonnière, la cinta della città e il porto. Alla sua morte, i lavori rallentarono nuovamente, lasciando alcune opere parzialmente incompiute.
Nel 1285, Filippo IV il Bello fece riprendere e completare le mura. Vent’anni dopo la fondazione della città, Aigues-Mortes fu circondata da una cinta quadrangolare perfettamente tracciata, scandita da porte monumentali e torri difensive.
La Torre di Constance, inizialmente una fortezza, divenne una prigione per i protestanti nel XVII secolo, dopo la revoca dell’Editto di Nantes.
Marie Durand vi fu imprigionata per 38 anni per la sua fede. Si dice che abbia inciso «RESISTERE» su una pietra, divenuta simbolo di coraggio.
A partire dal XIV secolo, l’insabbiamento e il progressivo interramento dei canali portarono lentamente al declino del porto, messo in difficoltà dalla concorrenza di Marsiglia.
I secoli successivi furono segnati dalle guerre :
La Rivoluzione sconvolge la città e trasforma i suoi edifici religiosi :
All’inizio del XIX secolo, gli edifici vengono progressivamente restituiti al culto o riacquistati da privati. La città ritrova gradualmente il suo dinamismo, adattandosi alle evoluzioni economiche e alle nuove esigenze del commercio e dell’industria.
Nell’agosto 1893, la città fu teatro di un tragico massacro ai danni di lavoratori italiani impiegati nelle saline.
Secondo le stime, circa 50 persone morirono e 150 rimasero ferite, testimoniando la violenza del razzismo anti-italiano dell’epoca.
Le tensioni tra lavoratori francesi e italiani, aggravate dalle difficili condizioni di lavoro, sfociarono in una vera e propria caccia all’uomo. L’intervento delle autorità pose fine alla tragedia, ma l’evento rimane un triste capitolo della storia sociale e migratoria di Aigues-Mortes.
Nel 1903, le mura sono state classificate come Monumento storico. L’economia del turismo iniziò a svilupparsi con le ferie pagate del 1936.
La chiesa di Notre-Dame des Sablons è stata restaurata e decorata con vetrate contemporanee di Claude Viallat nel 1991.
Oggi, Aigues-Mortes rimane una città viva : un importante luogo storico e una porta d’accesso alla Camargue, dove le tradizioni taurine, le saline e i vigneti tramandano un patrimonio unico. Le sue mura, tra le meglio conservate d’Europa, si stagliano maestose nel cuore delle paludi della Camargue, ricordando il suo ruolo strategico e il suo ricco passato.
Tra produzione del sale, vigneti dei terreni sabbiosi, tradizioni della Camargue e architettura medievale, la città continua a coniugare storia e vita locale quotidiana.
Aigues-Mortes non è solo una testimonianza del passato : è un luogo dove storia, cultura e vita locale si incontrano ogni giorno.
Proteggere le sue mura, le chiese, le saline e le tradizioni significa garantire che le generazioni future possano scoprire la ricchezza del suo patrimonio medievale, l’unicità dei suoi paesaggi della Camargue e l’anima di una città che ha attraversato i secoli.
Rispettando questo luogo unico, ognuno contribuisce a mantenere viva la storia e l’identità di Aigues-Mortes.
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Place Saint Louis - BP 23
30220 AIGUES-MORTES